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La tragedia che sta vivendo il popolo Ucraino è una tragedia immane, fuori dal tempo, lontana dalla dignità umana e che richiama le coscienze degli uomini a mobilitarsi per raccogliere la richiesta di aiuto e speranza che viene dalle terre dilaniate dalla guerra. 

Prima di tutto da madre provo una profonda tristezza nel vivere questo tempo, nel dover rispondere alle richieste dei miei figli, anche loro preoccupati da eventi difficilmente comprensibili. Le immagini di distruzione e disperazioni che ormai da troppi giorni vediamo su tutti gli organi di informazioni nazionali e internazionali, sono un grido di aiuto che non va soffocato, ma accolto. 

Scegliere in questo momento di mettersi al servizio delle istituzioni, di percorrere un cammino elettorale con donne e uomini che guardano all’impegno amministrativo come un servizio libero da condizionamenti, non può lasciarci distanti da quanto avviene nella nostra Europa. 

Con determinazione abbiamo scelto di affrontare il tema della solidarietà come cardine della nostra proposta. Viterbo città della solidarietà contro ogni solitudine, significa anche essere una città che sappia ascoltare le solitudini del Mondo e impegnarsi per contribuire a dare speranze a chi vive nella difficoltà. Per questo accogliamo con responsabilità la proposta di Francesco ed Eleonora, persone che nella loro esperienza di vita hanno sempre manifestato la sensibilità che deve animare lo spirito di comunità positiva. 

Non diciamo: “ci impegneremo”, ma sosterremo a prescindere dal risultato elettorale il loro intento, che deve essere l’intento di una comunità. Proporre un gemellaggio Viterbo-Bucha e accoglierne le intenzioni è un dovere che deve andare oltre la politica e che la città deve rappresentare unita e convinta. 

Tante sono le immagini che stanno scuotendo le nostre coscienze. Le bombe che hanno distrutto l’ospedale pediatrico di Mariupol sono il terribile incubo di questa guerra. Atroci ferite nel cuore dell’Europa che richiamano alla solidarietà dell’uomo. 

E con questa considerazione vorrei che alla proposta di Francesco ed Eleonora si aggiunga proprio la città di Mariupol. Viterbo, città devota a Santa Rosa che venera la “Santa Bambina”, simbolo della speranza dei viterbesi, si unisca in gemellaggio con la città di Mariupol nel ricordo di tutte le madri e le donne che in questa dannata guerra combattono per la vita dei loro figli.