
Viterbo rischia di restare fuori da oltre 100 milioni di euro destinati allo sviluppo industriale del Lazio. Una possibilità concreta che nasce dalla mancata adesione Comune al Consorzio Industriale del Lazio, scelta che potrebbe escludere le imprese del territorio dai finanziamenti regionali contro la deindustrializzazione.
È su questo nodo che la consigliera comunale Luisa Ciambella (Per il Bene Comune) ha presentato un’interrogazione al Sindaco e alla Giunta, chiedendo chiarimenti urgenti sulle intenzioni dell’Amministrazione e sui motivi per cui Viterbo non abbia ancora compiuto un passo già fatto da altri Comuni della provincia.
Con il rifinanziamento del Fondo per il contrasto alla deindustrializzazione, disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 2025, sono stati stanziati complessivamente 120 milioni di euro, di cui 100 milioni destinati al Consorzio Industriale del Lazio. Le risorse sono finalizzate a sostenere investimenti produttivi delle imprese manifatturiere, in particolare nei settori della digitalizzazione, della transizione ecologica, dell’efficientamento energetico e dell’ammodernamento tecnologico. I finanziamenti, sotto forma di contributi a fondo perduto o agevolazioni, saranno messi a bando dalla Regione Lazio tramite Invitalia, in collaborazione con il Consorzio.
Come evidenziato nell’interrogazione, tali risorse potranno essere utilizzate esclusivamente dalle imprese localizzate nei Comuni che fanno parte del Consorzio Industriale del Lazio. Negli ultimi mesi, grazie a un percorso di ampliamento e riorganizzazione, è stata data la possibilità anche ai Comuni non appartenenti ai precedenti consorzi di aderire mediante delibera di Consiglio comunale.
Alcuni Comuni della provincia hanno già colto questa opportunità: Castel Sant’Elia ha aderito nel luglio 2025 e Civita Castellana nel dicembre 2025, mentre è imminente la convocazione di una nuova assemblea consortile per l’ingresso di ulteriori enti. La pubblicazione del bando regionale è prevista nei prossimi mesi, rendendo urgente una decisione da parte dei Comuni non ancora aderenti.
“Viterbo è uno dei principali poli produttivi e amministrativi della provincia – sottolinea Ciambella – e ospita numerose imprese manifatturiere, artigiane e industriali. La mancata adesione al Consorzio appare incomprensibile e rischia di escludere le imprese viterbesi dall’accesso a risorse pubbliche fondamentali, in una fase economica già segnata da difficoltà e aumento dei costi”.
Con l’interrogazione, la consigliera chiede all’Amministrazione comunale di chiarire se sia stato avviato o meno un percorso formale di adesione, con quali tempistiche e motivazioni, e se la Giunta ritenga accettabile il rischio di un danno economico e competitivo per il territorio.
“L’attenzione verso il sostegno allo sviluppo delle imprese del territorio rappresenta da anni una delle battaglie portate avanti dal gruppo Per il Bene Comune. Un tema sul quale abbiamo fin da subito trovato sintonia con il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il quale ringrazio per aver lavorato verso questa direzione. L’adesione al Consorzio non comporta oneri eccessivi per il Comune – conclude Ciambella – ma può rappresentare un’opportunità concreta di sviluppo e sostegno per il tessuto produttivo locale. È necessario assumere una decisione rapida e responsabile nell’interesse delle imprese e dell’economia viterbese».
Nel ringraziare l’assessore regionale Roberta Angelilli e il commissario del Consorzio industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, per aver proposto modifica dei criteri di accesso al Consorzio, Ciambella auspica che anche il Comune di Viterbo sappia cogliere questa opportunità, evitando di lasciare il territorio ai margini delle politiche di sviluppo regionale.