Luisa Ciambella

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Il 16 aprile scorso in una nota stampa, il sindaco Arena insieme a Bossola e al governatore delle acque della nostra provincia, Nocchi, rivendicavano il senso di responsabilità delle forze politiche che hanno dato vita ad un accordo politico contronatura che gli elettori non capiranno e che non sta producendo nulla nei fatti per i cittadini. Arrivavano a richiamare al senso di responsabilità quanti si erano permessi di proporre e anche criticare costruttivamente le scelte strategiche di Talete.

Premesso che i cittadini sanno capire molto più degli addetti ai lavori ciò che sta accadendo, constatiamo nei fatti che le promesse fatte dall’alleanza destra–sinistra non hanno ancora prodotto risposte adeguate per cittadini. Infatti non solo non è stato rinviato il pagamento delle bollette dell’acqua, non si sono bloccati gli aumenti, ma sono arrivati addirittura i salati conguagli. Non erano queste le promesse, non è neanche corretto attribuire le colpe ad Arera ed al Governo perché altrove queste risposte si sono date.

Nessuno ha mai chiesto di annullare i pagamenti ma di slittare gli stessi. Non si è nemmeno pensato ad esonerare o sostenere, seppur temporaneamente, chi è rimasto indietro. Tutte quelle famiglie e quei cittadini che non hanno di che sostentarsi, che non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena e non vedono prospettiva. Il costo delle bollette di queste persone poteva tranquillamente essere sostenuto con risorse pubbliche provinciali e comunali per dare loro un sollievo e tutelare comunque anche le casse della società.

Evidentemente anche questa attenzione agli ultimi deve essere una volgare provocazione. La cosa peggiore è aver provato a dare la responsabilità delle mancate decisionie della mancata sensibilità ad Arera e al Governo. L’acqua è un bene primario pubblico e non può diventare un lusso per i cittadini.